Warren Buffett

Come e dove investe Warren Buffett

Non credo che Warren Buffett abbia bisogno di presentazioni, semplicemente è il più grande investitore del mondo, ma quello che ci interessa è quali criteri utilizza nella selezione delle azioni, cosa valuta, cosa è importante e cosa no.

Consideralo un distillato, un andare dritto al punto senza fronzoli, il suo metodo riassunto che adotta, nello specifico vedrai:

  • Parametri di business e finanziari, management e di mercato.
  • Dove e in cosa investe.
  • Il suo pensiero e la sua filosofia.

Puoi anche vedere la lista di titoli che possiede tramite la sua Berkshire Hathaway sempre aggiornata, e adesso passiamo alla sua filosofia d’ investimento, e no, non c’è nessuna formula magica, te lo dico dall’ inizio.

La sua e la tua filosofia di pensiero

Se c’è una cosa che non riesco a comprendere tra le tante mail che ricevo, è che per fare soldi devi essere già ricco, perché più o meno il tenore dei messaggi è questo ” Per Buffett è facile fare soldi visto il suo patrimonio”.

Questo modo di pensare è fallace per tanti motivi, ma uno è evidente e preponderante.

Se fosse così nessuno al mondo potrebbe arricchirsi, sarebbero sempre i figli dei ricchi ad esserlo, e questo è falso; ognuno parte con quello che ha ma si potrebbero fare tanti esempi di gente povera o comunque normale che ha “sfondato”.

Tornando a Warren Buffett, quando ha sviluppato i suoi principi d’ investimento (prendendo da Graham, Lynch e altri con delle personali variazioni) non era certamente una persona ricca, la sua ricchezza è venuta come conseguenza del suo metodo.

Quindi niente vieta che anche tu puoi replicare il suo successo, sempre considerando la tua attuale situazione di partenza, certo non c’è garanzia, ma sicuramente farai meglio degli altri investitori improvvisati.

Se parti con 10 € non puoi sperare di fare miliardi in borsa, dobbiamo essere realisti, ma forse potrebbero diventarne 1.000, e poi ancora di più. E se parti con 1.000 €……….

Il tuo reddito non centra nulla con la ricchezza, ricordalo sempre.

La tua filosofia deve essere ” se l’ha fatto lui posso farlo anche io”, tutto è replicabile a grandi linee, poi è vero che entrano in gioco tanti fattori e ci vuole un pizzico di fortuna sempre, però se partiamo da basi condivise probabilmente il risultato finale sarà simile.

Criteri di business

azienda business

Per Warren Buffett i titoli azionari non sono qualcosa di intangibile, ma sono delle vere e proprie aziende, lui acquista un titolo ben consapevole di star diventando un vero e proprio proprietario di quell’ azienda (come lo è in realtà).

Crede fortemente che se un titolo viene acquistato superficialmente senza guardare alle sue caratteristiche di base come azienda, altrettanto superficialmente un investitore se ne libera alla prima difficoltà, con facilmente delle perdite.

Quindi cerca di capire il più possibile su quella determinata aziende che ha messo nel mirino, ponendo il focus su 3 aspetti.

1. L’ azienda deve essere comprensibile

La cosa in sé è di una semplicità disarmante, ma quasi tutti la ignorano, non puoi avere successo se non comprendi a fondo l’ investimento.

Buffett ha posseduto e ha un portafoglio molto diversificato, ma è sempre consapevole di come queste imprese operano sul mercato, come fanno i soldi; e se sono semplici le adora ancora di più.

Con la consapevolezza intendo che lui sa bene come viene speso il denaro, come fa l’azienda a essere profittevole, in che contesto opera, come vengono determinati i prezzi, la situazione debitoria.

Tu mi dirai che è impossibile mantenere un livello di comprensione dettagliato di un portafoglio con molti titoli, vero, ma difatti tiene un numero di titoli che può tenere sotto controllo e che soprattutto capisce in base alle sue capacità e competenze.

Se non comprendi un’ azienda bene non puoi mai interpretarne il futuro in maniera affidabile e quindi di prendere le decisioni corrette.

Diversificazione del portafoglio azionario
Giusta diversificazione

Quindi investi in ciò che sai e comprendi, non è importante sapere tante cose superficialmente, meglio poche ma più in profondità che puoi.

Guadagna 1€ un’azienda? Chiediti come fa a generarlo, e se non lo comprendi, cambia strada.

2. Deve esserci uno storico di anni di affidabilità

L’ oracolo di Omaha evita tutte le azioni che non hanno superato la prova del tempo, quindi niente startup, questo perché ancora non hanno superato le forche caudine dei cicli economici e della concorrenza.

Quindi devi prima vedere se nel tempo il titolo è riuscito a genere utili con costanza, come minimo deve essere sul mercato da 5 anni, ma se aumenti questo periodo è ancora meglio.

Non solo, ma evita anche quelle aziende che hanno attraversato un momento di crisi e ne stanno venendo fuori o che stanno riorientando il loro business dopo aver fatto dei passi falsi, perché le cose nuove non sono preventivabili.

Lui sa che i profitti maggiori si ottengono da quelle aziende che vendono gli stessi prodotti e servizi negli anni, perché i grandi cambiamenti aumentano il rischio che qualcosa vada storto, e la realtà dei fatti dice proprio questo, grandi cambiamenti e grandi utili non vanno daccordo.

Ora hai la risposta del perché Warren Buffett è così affezionato alla Coca Cola (The Coca Cola Company).

Coca cola
Esempio di titolo che Buffett adora

Purtroppo la maggioranza degli investitori agisce all’ opposto, tende ad investire nelle novità, nelle nuove aziende appena sbarcate nei mercati finanziari, nelle imprese che stanno attuando grandi trasformazioni, per poi spesso scottarsi.

Si pensa a chi sa quale futuro meraviglioso senza guardare più alla realtà attuale. Se un’ azienda sta attuando grandi cambiamenti forse qualcosa non sta funzionando a dovere, e allora perché dare credito ad un futuro ipotetico?

Se un’ azienda ha uno storico di utili negli anni sempre in crescita, probabilmente questo trend continuerà in futuro.

Ed evita le attività in crisi anche se sono a sconto, ha capito che difficilmente la rotta si inverte.

3. Il titolo deve avere prospetti positivi per il futuro

Quasi per tutte le aziende è prospettato un futuro migliore del presente, poi la realtà dei fatti ci dice che sono poche quelle aziende che rispecchiano le attese.

Buffett per non sbagliare scegliere quei titoli che hanno un prodotto/servizio necessario o molto desiderato, difficilmente sostituibile nell’ immediato e che non sia sottoposto a tanti lacci legislativi.

Evita accuratamente i prodotti poco differenziati dove l’ unica discriminante è il prezzo, in questi casi le aziende si fanno una concorrenza serrata assottigliando i margini per tutti, addirittura a volte alcune aziende sono disposte a vendere sottocosto per prendersi dei clienti.

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Una buona azienda con un buon prodotto non solo non deve abbassare i prezzi, ma lo decide lei, ed è in grado si sopravvivere meglio anche ad una cattiva gestione, questo è uno degli indicatori che rendono un’ azienda top.

Andando al punto, i titoli che predilige sono quelli che hanno un buon ritorno sul capitale investito, con un track record positivo nel tempo che fa supporre che il trend continuerà in futuro, questo è indice di una posizione dominante dell’ azienda.

Più questa posizione dominante è forte, e più la società è al riparo dai rischi.

“La definizione di business superiore è quella di un business che lo sarà per venticinque o trent’anni.”

Warren Buffett

Business mediocri vendono beni indistinguibili gli uni dagli altri dove c’è una concorrenza spietata, anni fa lo erano le materie prime e i prodotti agricoli, oggi vi si sono aggiunti i pc, le auto, i servizi bancari e altri, perché la concorrenza si è fatta spietata e la differenziazione molto difficile.

L’ unico modo che hanno queste aziende per competere è abbassare il prezzo, e quindi la redditività si riduce.

Management

CEO (amministratore delegato)
CEO (amministratore delegato)

Un’ altro aspetto a cui Warren Buffett sta molto attento è la dirigenza, per lui non ci sono compromessi, deve essere di qualità; onestà e competenza devono essere requisiti imprescindibili.

Lo ritiene un aspetto talmente essenziale che potrebbe rinunciare ad un buon affare se ritiene che un management non stia operando correttamente.

Vuole persone che agiscano come veri proprietari dell’ azienda e che facciano gli interessi degli azionisti, cioè aumentare il valore delle azioni da loro possedute. Vuole trasparenza verso gli azionisti non solo per le buone notizie, ma soprattutto per quelle cattive.

Valutare i dirigenti però è più difficile rispetto al business, le persone non sono dei numeri chiari e precisi, per farlo con una buona approssimazione devi dedicarci tempo e andare in profondità.

Se riesci a farlo però puoi scorgere con molto anticipo alcune tendenze dell’ azienda, un po’ come guardare nella palla di vetro, solo che sarai più affidabile e anticiperai i futuri dati finanziari e le performance generali del titolo azionario.

Come detto però per fare queste valutazioni non ti devi fermare in superficie, inizia a valutare i rapporti di qualche anno fa e valutali in base a quanto di quello scritto poi è avvenuto realmente, cerca di capire se ci sono stati cambiamenti nella strategia.

Vedi anche il settore di riferimento, come sta andando, che piega sta prendendo, e rapporta tutto alla tua società che stai analizzando.

Una cosa però Buffett dice in merito alla dirigenza; essa può essere la migliore del mondo, ma se il business sottostante non è buono, saranno destinati lo stesso al fallimento, per quanto brava essa sia, quindi top manager si, ma deve unirsi ad un buon business.

4. I manager devono agire con buon senso e razionalità

La decisione più importante che un’ azienda deve prendere periodicamente è l’ allocazione del capitale, perché da questo deriva il valore dei titoli in mano agli azionisti.

Decidere se reinvestire gli utili nell’ azienda o distribuirli agli azionisti è un semplice esercizio di buon senso, e per Buffett ciò fa una grande differenza, perché non tutti agiscono con razionalità.

Il problema dell’ allocazione del capitale dovrebbe dipendere massimamente dal ciclo di sviluppo dell’ azienda, un’ azienda giocane avrà tassi di crescita, vendite, ricavi e prospettive sicuramente diversi dalla stessa ipoteticamente azienda matura.

Utili Tesla annuali
Esempio di società non matura

Nei fatti non vedi quasi mai un titolo da poco sbarcato in borsa che ad esempio paga i dividenti, perché il suo obiettivo generalmente è crescere e quindi per farlo deve reinvestire quasi tutto, col tempo quella crescita vertiginosa non sarà più sostenibile.

Quando diventa matura avrà bisogno di meno denaro di quello che incassa, e quindi può destinarne una parte maggiore agli azionisti sotto forma di dividendi o riacquistando le proprie azioni, ed è qui che il management deve decidere generalmente come utilizzare il denaro.

Se reinvestendoli nell’ azienda si riesce ad ottenere un aumento di valore superiore ai soldi investiti conviene reinvestirli, altrimenti è meglio distribuirli agli azionisti o riacquistare le proprie azioni.

Spesso il management pur con una redditività inferiore a quella del mercato continua a reinvestire gli utili, credendo sia una situazione temporanea, ma se persiste su questa strada, iniziano i problemi perché gli utili dell’ azienda sono come morti, e il titolo inizia a perdere valore.

Quando ciò accade spesso i dirigenti provano ad aumentare la crescita acquistandola, cioè inglobando altre società, ciò entusiasma gli azionisti, ma questa crescita viene acquistata a caro prezzo, di molto sopravvalutata.

E poi bisogna fondere o comunque integrare questa nuova realtà, e ciò può essere molto costoso perché si possono fare più facilmente errori.

Per Buffett se non conviene reinvestire nell’ azienda quel denaro, sono solo due le possibili opzioni vantaggiose, buy-back o distribuirlo sotto forma di dividendi, stop, altre strade non le contempla.

Se ci pensi ricevere i dividendi è la cosa migliore se la società non riesce ad allocarli al meglio, ti prendi i soldi e decidi tu dove investirli, magari in un’ altra società.

Ma anche il riacquisto di azioni proprie è ottimo, anche se forse i vantaggi non sono subito evidenti, ma pensa quando viene fatto ciò e le azioni sono sottoquotate, pensa ad un titolo che vale 2 € e la società le sta rastrellando ad 1€, per te azionista è il massimo, stai pagando 1 € per averne 2 in cambio.

Quando ciò viene fatto lo interpreta come un segnale di attenzione verso gli azionisti, vuol dire che i manager tengono veramente agli investitori.

Cosa sottintesa che stiamo parlando di società sane che producono più denaro di quanto necessitano per essere operative, altrimenti non sarebbero proprio nel vostro portafoglio.

I manager che non sono molto razionali e non tengono conto degli azionisti, sono alla ricerca costante di modi per spendere i soldi dell’ azienda, e Warren Buffett li tiene alla larga.

5. Onestà verso gli azionisti

L’onestà è un regalo molto costoso. Non aspettatevela da persone a buon mercato.

Warren Buffett

Warren Buffett tiene nella massima considerazione i dirigenti che comunicano in maniera trasparente non solo le buone notizie, ma soprattutto le cattive, senza nascondersi dietro dati, parole e artifici contabili poco trasparenti.

Vuole che gli azionisti siano in grado di farsi un’ idea il più semplicemente possibile dell’ azienda, soprattutto che valore ha, che rotta prenderà in futuro e come stanno lavorando gli stessi manager.

In particolare adora chi parla e discute in maniera aperta delle cose che non vanno o non hanno funzionato, perché tutte le aziende sbagliano, solo che molti manager riportano le cose con un eccessivo ottimismo invece di dire le cose realmente come stanno.

bugie

Perché tendono a guardare ai loro obiettivi personali di breve periodo e non alle performance aziendali di lungo periodo.

Il mondo è pieno di CEO che presentano risultati strabilianti, incassano stipendi milionari e dopo pochi mesi si scopre che l’ azienda è in crisi, perché molti di questi rapporti non sono trasparenti.

Ma non c’è bisogno di arrivare a ciò, in molti casi le cose sono molto più sottili, ma se venissero comunicate nel modo giusto, permetterebbero agli azionisti di farsi un’ idea corrispondente alla realtà dell’ azienda attuale e della direzione che sta prendendo.

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Per te piccolo azionista sarà molto difficile che ti ritrovi faccia a faccia con il CEO della società dove hai investito, ma da come comunicano le cose puoi capire molto, tanto. in particolare se il suo obiettivo primario è il rendimento degli azionisti, che poi è l’ unico cosa che conta.

6. Capacità dei dirigenti di pensare con la propria testa

In realtà prendere le decisioni corrette per l’ azionista dovrebbe essere una faccenda abbastanza semplice, nei fatti però i rapporti trimestrali e annuali ci raccontano solo successi, e il capitale non viene allocato come dovrebbe essere fatto.

Buffett ci dice che i problemi sorgono sostanzialmente perché il management non ragiona con la propria testa, ma cerca di emulare quello che fanno gli altri, per quanto questo possa essere stupido e senza logica.

Si preferisce andare sulla strada battuta da altri, che spesso non sarebbe la soluzione ideale per la propria azienda, che prendere decisioni in autonomia, e molte volte inizia un azienda e poi a catena tutte le altre fanno lo stesso errore.

Il manager in qualche modo trova una tutela nel “mal comune mezzo gaudio”, ma l’ azienda non sta operando al meglio, ecco perché i manager “pensanti” sono particolarmente apprezzati.

I manager non vogliono apparire come degli incoscienti, immagina che un dirigente prende una strada diversa in un settore e la sua sola trimestrale va male mentre tutti gli altri player vanno a gonfie vele, come apparirebbe?

Magari gli altri stanno andando verso il precipizio, e quella trimestrale del manager coraggioso è un normale periodo di assestamento, ma capisci che ci vuole coraggio per perseguire le proprie idee e fare il bene degli azionisti sul lungo periodo.

Ecco perché queste persone sono molto apprezzate da Warren Buffett.

Logicamente prendere delle decisioni che vanno controcorrente non è facile, ma il manager dovrebbe essere in grado di illustrare al consiglio d’ amministrazione e agli azionisti che magari questi minori utili nell’ immediato portano a benefici duraturi sul lungo periodo e quindi la strada da percorrere è quella giusta.

Molte volte basterebbe che il dirigente stesse fermo lasciando andare le cose così come sono, senza farsi prendere dalla smania di mettere le risorse in qualche posto o cercare di fare delle acquisizioni; come anche non essere ossessionati dalle vendite e dagli utili in rapporto alla concorrenza.

Per Buffett molti manager sovrastimano anche le loro capacità, magari credono che la società stia andando a gonfie vele per meriti propri, e magari in realtà potrebbe gestirla qualunque “utile idiota”.

A peggiorare la situazione dei manager non pensanti in molti casi sono anche collaboratori interni ed esterni, che faranno di tutto per corroborare le sue intenzioni.

Se un CEO si è messo in testa di procedere con un acquisizione per aumentare la resa di un 6%, facilmente gli verranno presentati studi e prospetti che andranno tutti in quella direzione, sicuramente gli diranno che le previsioni sono un aumento della resa del 6,2 %.

In altri casi scatta semplicemente un’ imitazione, “se la società Alpha, Beta e Omega stanno facendo una determinata cosa, sarà meglio che la facciamo anche noi”.

Alla fine quando si ha a che fare con manager non pensanti, non ti puoi aspettare molto di buono, o comunque la società e quindi il titolo potrebbero andare molto meglio di quanto stanno facendo.

Aspetti finanziari

Composizione del bilancio d' esercizio
Bilancio d’ esercizio

Per quanto riguarda i criteri finanziari Buffett tende a prendere in considerazione orizzonti temporali più ampi, non si basa sui dati dell’ ultima trimestrale o annuale, perché sa bene che performance ottimali non nascono necessariamente da porzioni temporali prese arbitrariamente.

Scarta anche facilmente quelle aziende che presentano dati non chiari, se non riesce a capire in poco tempo cosa c’è scritto semplicemente non va ad approfondire più di tanto.

Andiamo a vedere queste regole d’oro di Warren Buffett negli investimenti per quanto riguarda gli aspetti finanziari.

7. Prendere in considerazione il ROE (Return on Equity)

In genere tutti gli investitori guardano all’ utile per azione (EPS, earning per share), se sono aumentati rispetto allo stesso periodo precedente all’ ora la società ha fatto bene, altrimenti ha toppato.

Per Buffett l’ utile per azione ha una scarsa importanza o comunque molto relativa, perché tutte le aziende trattengono una parte di questi utili anno per anno, allo scopo di incrementare il patrimonio netto (equity).

Se un’ azienda accantona il 10% è si ritrova con un utile incrementato del 10% dove sta la performance aziendale?

Per misurare l’ andamento di un’ azienda preferisce affidarsi al ROE (Return on Equity), cioè al Ritorno sul Capitale Proprio, quindi al rapporto tra gli utili operativi (opereting earnings) e il capitale azionario (shareholder equity).

Premesso sempre che non puoi prendere un indice finanziario e valutare un’ azienda basandoti su di esso, anche con il ROE vale lo stesso e lui lo utilizza con dei criteri che ne diminuiscono la fallacità.

Innanzitutto valuta i titoli a prezzo di costo e non di mercato, perché se un’ azienda sale molto di valore in borsa, gli utili operativi verrebbero annacquati, così se un’ azienda perde molto valore spingerebbe in alto i suoi risultati pur se magari sarebbero mediocri.

Poi esclude tutte quelle voci extra dagli utili operativi che vanno ad inficiare il reale andamento del business aziendale, in questo modo cerca di isolare il più possibile il cuore dei guadagni dal contorno dove magari si sono generati utili una tantum che poi non ci saranno più.

Terzo predilige aziende che hanno poco o nessun debito, una buona azienda genera utili senza bisogno di ricorrere a prestiti, anche perché le aziende troppo indebitate sono più vulnerabili nei cicli economici negativi.

Anche se non è ostile a prescindere al debito, ma diciamo che ci va con i piedi di piombo, non da un livello di indebitamento per lui accettabile, perché molto dipende dall’ azienda e dal suo flusso di cassa.

La cosa fondamentale che devi capire è che la redditività di un’ azienda va valutata tenendo conto dalla base di capitale di partenza, non può essere un indicatore sconnesso da questo, altrimenti è fuorviante e tutti i dirigenti sarebbero bravi, e non è così.

8. Owner earning

Un altro aspetto importante nella strategia di Warren Buffett è quello che lui chiama Owner earnig, un parametro da lui ideato che va a colmare la distorsione che si ha per quelle aziende che hanno bisogno di assets eleveti.

In questi casi le aziende avranno bisogno di accantonare più utili per tenere sempre quegli assets, e questo si riflette nella capacità reale di generare cassa di un’ azienda.

Per calcolarlo si sommano ammortamenti e svalutazioni alle entrate al netto delle imposte, e poi si toglie il Capex di cui l’azienda necessità per mantenere la produzione e la sua posizione.

Anche in questo caso l’ owner earning non è esaustivo, anche perché i Capex futuri spesso sono solo una stima, ma rappresenta comunque un’ approssimazione migliore di tanti altri indici.

In sintesi meglio avere un po’ di ragione che sbagliare completamente.

Quando senti Capex, sono le spese in conto capitale, quindi tutti quei costi che servono per acquistare, mantenere, riparare e implementare impianti, immobili, terreni e attrezzature.

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9. Margini di profitto al top

soldi
Profitti

L’ ultimo aspetto finanziario imprescindibile per l’ oracolo di Omaha è il margine di profitto, senza di esso non c’è alcun valore per un’ azienda.

Un’ azienda può avere il miglior prodotto del mondo ma se non riesce a contenere i costi non c’è redditività.

Buffett semplicemente ha un’ avversione per quei dirigenti e di riflesso per le aziende che sono a capo, che fanno lievitare i costi senza alcun controllo, e l’ indicatore essenziale di questo sono i margini di profitto.

Un margin profit elevato ti indica 2 cose, che l’ azienda è solida e che i manager stanno facendo il loro lavoro per quanto riguarda le spese non necessarie.

Con la sua esperienza ha capito che in genere le società che hanno costi elevati nel tempo trovano sempre il modo di farli lievitare sempre più, mentre le aziende accorte che li tengono sotto controllo cercano di spendere sempre meno.

10. 1 $ trattenuto = 1 $ di valore di mercato

Una regola empirica che approssima molto bene se un manager ha lavorato bene o meno è quello di verificare se per ogni dollaro trattenuto corrisponda un dollaro di valore di mercato.

Basta prendere un’ arco temporale lungo, 10 anni vanno bene, e paragonare il valore di mercato dell’ azienda 10 anni fa con quello di adesso, se la differenza è uguale o maggiore agli utili non distribuiti la società ha operato bene, altrimenti il capitale non è stato allocato bene.

Questo perché se il valore di mercato in questo periodo è aumentato più degli utili accantonati, vuol dire che la società ha generato profitti superiori alla media che si sono riversati nel valore in borsa, in un arco temporale così grande.

Se non riesce a convertire ogni dollaro di utile in valore per gli azionisti, tanto meglio distribuirli sotto forma di dividendi e lasciare all’ investitore la decisione di cosa farne di questo denaro, o riacquistare le proprie azioni se le condizioni del mercato sono favorevoli.

Criteri di mercato

mercati finanziari

Tutto quanto detto fino ad ora per arrivare alla domanda finale, investire o no in una determinata azienda? Che a sua volta viene divisa in due sotto domande: l’azienda ha del valore? Il prezzo è giusto per investire?

Ricordati sempre che il valore è quello che ci assegni tu in base ai veri criteri che valuti e il prezzo è quello che fa il mercato, e le 2 cose quasi mai coincidono.

Va da sé che dovresti comprare quando il prezzo è inferiore al valore e lasciar perdere quando è superiore.

11. Valore intrinseco dell’ azienda

Se parli con 100 investitori diversi ognuno di essi userà un criterio o una somma di criteri diversi per determinare il valore intrinseco di un’ azienda quotata in borsa.

Si va dal P/E al fatturato, dai dividendi agli assets, il tutto spesso corredato da svariati calcoli e formule, ovviamente ogni parametro utilizzato viene presentato come il migliore possibile da chi lo adopera.

Da questo capisci come ci troviamo su un terreno molto scivoloso, e qui Warren Buffett ci viene in soccorso.

Lui calcola il valore reale di un’ azienda partendo dal flusso di cassa atteso, scontato di un adeguato tasso d’ interesse, in modo da poter confrontare qualsiasi impresa, anche tra settori molto diversi.

E fa l’ esempio delle obbligazioni, che ha una cedola e una data di scadenza, quindi si sa il flusso di cassa futuro di essa. Se fai la somma di tutte le cedole e le dividi per il tasso di sconto (in questo caso il tasso d’ interesse alla data di scadenza), avrai trovato il prezzo.

Con le aziende non hai una cedola chiara e immutabile, devi poggiarti su delle stime, e in questo caso puoi utilizzare sempre l’ owner earning stimato per un determinato periodo scontandolo al presente.

Se l’ attività la comprendi bene nel suo business ed opera da un sufficiente numero di anni, quindi ha uno storico affidabile, le tue stime saranno più precise.

Come tasso di sconto utilizza quello dei bond USA, senza alcuna variazione.

12. Prezzo con un margine di sicurezza

azioni in borsa

Ultimo punto ma il più importante, è pagare un prezzo giusto o possibilmente a sconto, quindi al di sotto del valore intrinseco.

Devi cercare sempre di avere un certo margine di sicurezza perché non sempre le ciambelle riescono col buco, puoi stimare male il reale valore di un’ attività, magari i manager sono incompetenti o può accadere che il settore crolla.

Immagina di pagare un’ azienda il 30% in meno del suo reale valore, e la sua quotazione dopo un mese che l’ hai acquistata cala di un 15%, sei ancora in un’ ottima situazione per fare bene, se l’ azienda è valida.

Ma soprattutto devi comprare a sconto perché quando il mercato si accorgerà della tua azienda sotto quotata prenderà il volo, avrai delle performance di molto superiori alla concorrenza che si cumuleranno nel tempo.

Tornando all’ esempio sopra, se compri a sconto del 30% questa percentuale una volta che il mercato te lo riconoscerà è come se avessi investito il 30% in più, e sul lungo periodo si somma alla crescita organica della società facendo una grande differenza grazie all’ interesse composto.

Buffett semplicemente se non ha un margine di sicurezza semplicemente non compra, non specifica di quanto debba essere ma secondo me del 20% va generalmente bene, poi dipende dal tipo di azienda, a riguardo dai un’ occhiata alle 4 regole fondamenti per iniziare ad investire.

Riassunto del metodo Warren Buffett

Arrivati a questo punto, come ti avevo anticipato, è chiaro che Warren Buffett utilizza diversi criteri, utilizzando un mix di essi affinché gli eventuali errori siano ridotti al minimo.

E cosa importante, non esita a disfarsi di un titolo se crede di aver sbagliato o se le condizioni sono mutate.

Non sono regole scolpite nella pietra, lui è molto flessibile e devi esserlo anche tu, basti pensare al fatto che non ha mai voluto investire nella tecnologia, eppure adesso si è ricreduto, IBM e adesso Apple rappresenta una parte notevole del suo portafoglio.

Puoi sempre aggiungere o togliere dei criteri, magari sforare dei parametri che ti sei imposto, decidere di puntare su società che non danno dividendi o prediligere la crescita, l’ essenziale è che hai un quadro e da esso partire.

Dove e in cosa investe

Eccoti la tabella sempre aggiornata sulle azioni da lui possedute tramite la Berkshire Hathaway.

AziendaTickerValore di mercatoNumero di azioni% sul portafoglio
APPLE INCAAPL155.564.138.000890.923.41042,79%
BANK AMER CORPBAC41.636.348.0001.010.100.60611,45%
AMERICAN EXPRESS COAXP28.351.201.000151.610.7007,80%
CHEVRON CORPCVX25.918.973.000159.178.1177,13%
COCA COLA COKO24.799.999.000400.000.0006,82%
KRAFT HEINZ COKHC12.826.755.000325.634.8183,53%
MOODYS CORPMCO8.323.829.00024.669.7782,29%
OCCIDENTAL PETROLEUMOXY7.737.804.000136.373.0002.13%
US BANCORP DELUSB6.719.111.000126.417.8872,15%
ACTIVISION BLIZZARD INCATVI5.152.292.00064.315.2221.42%
DAVITA HEALTHCARE PARTNERS IDVA4.082.770.00036.095.5701.12%
HP INCHPQ3.792.480.000104.476.0351.04%
BANK OF NEW YORK MELLON CORPBK3.591.100.00072.357.4530.99%
KROGER COKR3.326.615.00057.985.2630.92%
CITIGROUP INCC2.945.319.00055.155.7970.81%
VERISIGN INCVRSN2.850.961.00012.815.6130.78%
GENERAL MTRS COGM2.713.886.00062.045.8470.75%
PARAMOUNT GLOBALPARA2.606.915.00068.947.7600.72%
CHARTER COMMUNICATIONS INCCHTR2.088.764.0003.828.9410.57%
LIBERTY MEDIA CORP DELAWARELSXMK1.975.915.00043.208.2910.54%
VISA INCV1.840.128.0008.297.4600.51%
AMAZON COM INCAMZN1.738.531.000533.3000.48%
AON PLCAON1.431.470.0004.396.0000.39%
MASTERCARD INCMA1.424.748.0003.986.6480.39%
SNOWFLAKE INCSNOW1.403.507.0006.125.3760.39%
CELANESE CORPCE1.125.958.0007.880.9980.31%
LIBERTY SIRIUS XM SERIES ALSXMA923.692.00020.207.6800.25%
MCKESSON CORPMCK894.504.0002.921.9750.25%
NU HOLDINGS LTDNU826.957.000107.118.7840.23%
RESTORATION HARDWARE HOLDINGS INCRH707.615.0002.170.0000.19%
T-MOBILE US INCTMUS672.811.0005.242.0000.19%
GLOBE LIFE INCGL639.185.0006.353.7270.18%
MARKEL CORPMKL620.034.000420.2930.17%
LIBERTY MEDIA CORP FORMULA ONEFWONK539.336.0007.722.4510.15%
STORE CAP CORPSTOR431.283.00014.754.8110.12%
ALLY FINANCIAL INCALLY389.990.0008.969.4200.11%
FLOOR & DECOR HOLDINGSFND387.180.00010.695.4480.11%
STONECO LTDSTNE125.137.0002.630.7920.03%
JOHNSON & JOHNSONJNJ57.972.000327.1000.02%
MARSH & MCLENNANMMC69.005.000404.9110.02%
ROYALTY PHARMA PLCRPRX58.299.0001.496.3720.02%
VERIZON COMMUNICATIONSVZ70.303.0001.380.1110.02%
LIBERTY LATIN AMERICA LTD (COM CL A)LILA25.518.0002.630.7920.01%
MONDELEZ INTL INCMDLZ36.287.000578.0000.01%
PROCTER & GAMBLE COPG48.193.000315.4000.01%
LIBERTY LATIN AMERICA LTD (COM CL C)LILAK12.314.0001.284.0200.00%
SPDR S&P 500 ETF TRUSTSPY17.795.00039.4000.00%
UNITED PARCEL SERVICE INCUPS12.739.00059.4000.00%
VANGUARD S&P 500 ETFVOO17.852,0043.0000.00%
Portafoglio azionario delle aziende della Berkshire Hathaway di Warren Buffett

Come vedi ha un portafoglio molto diversificato; tralasciando i titoli che rappresentano meno dell’ 1% di peso, vediamo come la parte del leone la fa la Apple, avendo un peso di quasi il 50%.

Ma anche la finanza con BANK AMER CORP e AMERICAN EXPRESS CO e l’ industria alimentare con COCA COLA CO e KRAFT HEINZ CO sono rappresentate.

Queste 5 aziende in tutto rappresentano circa l’ 80% del suo portafoglio, quindi ha deciso di sparare pochi colpi ma ben focalizzati.

Il resto dei titoli è molto vario e sono rappresentati pressoché tutti o quasi i settori, anche se molti in maniera del tutto trascurabile.

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