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Inflazione e investimenti. Come proteggersi e dove mettere i soldi

Se sei un investitore o ancor di più se non lo sei, c’è qualcosa che devi sapere per quanto riguarda l’inflazione che ti farà diventare immediatamente un’ investitore o più attento se già investi.

Vediamo cos’è l’inflazione, come agisce e perché devi tutelarti da essa.

Ma soprattutto dove investire per contrastarla e guadagnarci anche.

Gli effetti dell’ inflazione e cosa succede quando aumenta

Considera l’inflazione come un ladruncolo che non fa il colpaccio del secolo, ma che ci ruba qualche euro al giorno, il costo di mezzo caffè o poco più.

Tu non te le accorgi, perché quei 50 centesimi magari ti restano nella tasca tutti i giorni e neanche ci presti attenzione a cosa ci fai, ma è come se ogni sera arrivasse uno svuota tasche e quei spiccioli escono dalla tua vita.

Costantemente, ogni giorno.

Magari pensi che sia poca roba, pensi che non avranno tutta questa importanza.

In realtà non è così. Se tu metti in banca 1.000 € e fra 10 anni sono ancora lì, potresti pensare di non aver perso nulla, di essere in pareggio, ma prova a ritirarli e vedi se ci compri le stesse cose di 10 anni prima.

Non ce le comprerai più.

Le cose che non ci compri più è l’ effetto dell’inflazione che ha rubato il valore d’acquisto al tuo denaro.

I prezzi salgono generalmente di anno in anno, ogni mese, quegli aumenti sono l’inflazione. Per te i 1.000 € di 10 anni fa non hanno lo stesso valore di oggi, magari adesso ne varrebbero 600.

Il denaro non ha un valore assoluto

aumento dei prezzi
Aumento dei prezzi

Il denaro non lo devi vedere come valore assoluto, ma solo come un mezzo di scambio per beni e servizi, devi vedere cosa puoi comprarci e in che quantità.

Quando senti dell’adeguamento degli stipendi e delle pensione (quando lo fanno) all’ inflazione, parlano di questo meccanismo.

Ad esempio se quest’ anno i prezzi sono saliti in media del 2%, dovrebbero adeguare i salari al 2%, altrimenti il tuo stipendio varrà il 98% da ora in avanti.

Quindi l’inflazione erode costantemente il valore d’acquisto dei nostri soldi, e se non ci fossero delle compensazioni ci ritroveremmo tutti poveri.

Quando ho parlato dell’ interesse composto, che è un’ ottima cosa per gli investimenti, in questo caso possiamo vederlo come se funzionasse al contrario, perché se non si prendono provvedimenti si cumula ogni anno in negativo.

Fortunatamente non siamo ai livelli di inflazione degli anni ’80 o come alcuni paesi del terzo mondo, anzi, siamo a livelli decisamente accettabili, troppo alta fa male all’ economia, così com’è adesso fa anche bene.

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Esiste anche l’inflazione negativa (deflazione), quando i prezzi generali scendono, e se pensi che sia un bene, ti sbagli, perché l’economia in questo caso ha pochi stimoli.

Potresti chiederti il perché accade questo, sia per l’inflazione che per la deflazione, come si generano e gli effetti che hanno, ma lascia stare, perché neanche gli economisti hanno le idee chiare sui meccanismi che ci sono alla base.

Un grande impatto

povertà
Povertà

Gli effetti li conosciamo, un aumento o un abbassamento dei prezzi in caso di deflazione, ma quest’ultima è molto rara, ma non tutto il meccanismo nello specifico.

Per farti un esempio pratico, se tu metti adesso 10.000 € in banca e ce li tieni per 25 anni, assumendo un’inflazione costante ogni anno del 3%, per comprare le stesse cose di oggi dovresti avere 32.620 . In poche parole perdi quasi tutto.

Ma questo non te ne accorgi, perché l’erosione avviene gradualmente ogni giorno.

Ecco perché non puoi tenere i tuoi risparmi fermi.

Non devi investire solo per guadagnare altri soldi, ma innanzitutto per difendere quelli che già hai.

Se non la combatti sei destinato a diventare povero o comunque meno ricco se sei benestante.

Cosa fare per proteggersi dall’ inflazione

Devi investire, solo questo puoi fare per proteggerti dall’inflazione.

Cioè forse pensi che investi per guadagnare altri soldi?

Vero, sicuramente, ma la prima cosa per cui devi investire è per difendere il denaro che hai già, altrimenti si polverizza, poi per guadagnarne altro.

Puoi avere tutti i soldi che vuoi, ma se non vedi come fare per evitare questa erosione, polverizzi la maggior parte dei tuoi averi, e più ne hai e più ne perdi.

Se hai 20.000 € o 1.000.000, se in 20 anni l’ erosione è del 60% non ci sono sconti, anzi, più è grande il capitale e più viene livellato verso il basso.

Quando fai un’ investimento la prima cosa che devi fare è vedere il rendimento medio annuo e confrontarlo con l’inflazione.

Se ha un rendimento maggiore o almeno uguale ok, altrimenti ti conviene cambiare strada su altro.

Vediamo un po’ la tabella sull’ inflazione degli ultimi anni.

AnnoMedia annua
20211,3%
2020– 0,2%
20190,6%
20181,2%
20171,2%
2016-0,1%
20150%
20140,3%
20131,2%
20123,1%
20112,8%
Tabella inflazione Italia 2011-2021

Per la tabella completa cliccate qui.

Di base quindi ogni anno i vostri investimenti vi devono rendere almeno quanto indicato in tabella, altrimenti non avrebbe senso.

E quali sono gli investimenti più sicuri al mondo?

I titoli di stato.

Rendimenti degli investimenti

BTP e titoli di stato in generale

Quante persone investono in titoli di stato pensando di fare una cosa buona e giusta, ma vediamo un’altra tabella direttamente dal Ministero del Tesoro Italiano.

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E ora vi mostro un’altra tabella molto interessante.

Rendimenti medi dei titoli di stato italiani
Rendimenti medi dei titoli di stato italiani Fonte: MEF

Potete anche vedere la tabella sul sito ufficiale del MEF e i prospetti anno per anno in pdf.

Se confrontate le 2 tabelle vedete come dal 2014 in poi chi ha investito nei titoli di stato italiani, ma è una cosa comune a molti paesi occidentali, non ha recuperato neanche l’inflazione.

I dati sono ponderati facendo una media tra i titoli emessi, quindi sia i BTP (buoni del tesoro poliennali) superiori ad un anno che quelli a breve termine.

In poche parole i rendimenti degli investimenti in questi strumenti non sono state un buon affare.

Non solo, ma aggiungeteci anche la minima tassazione (12,5% sulla plusvalenza) e i piccoli costi di commissione quando ci sono o comunque di spese per un conto, capite come il gioco non vale la candela.

Semplicemente non ha senso.

A dire il vero ci sono dei titoli di stato poliennali indicizzati all’inflazione, ma il succo del discorso non cambia.

O almeno, è sempre meglio investire in titoli di stato che tenere fermi i soldi in banca, questo sicuro, ma ci sono di certo altre strade migliori per contrastare l’inflazione e avere anche buoni ritorni.

Obbligazioni

Anche i titoli di stato appena detti sono obbligazioni, ma in questo caso allargo il campo a parlarne più in generale anche di quelle obbligazioni societarie (corporate bond) dove il rendimento è leggermente maggiore.

Parliamo in media se tutto va bene di rendimenti del 2-3 %, se sono a basso rischio, e comunque superiore ai titoli di stato italiani o di paesi occidentali.

La sostanza del discorso non cambia, perché per avere un 1% in più di rendita aumentiamo il rischio, e poi si porrebbe il problema della loro scelta e della diversificazione.

Dovremmo investire tramite fondi comuni o ETF sempre a gestione passiva.

Vanno bene le obbligazioni ma non per l’intero portafoglio, per bilanciare ok, come per i bonds, ma investirci tutto non ha senso.

Anche in questo caso, bisogna vedere il rendimento di un eventuale fondo obbligazionario al netto di tasse e spese e confrontarlo con l’ inflazione.

Come e dove investire per proteggersi dall’ inflazione

Azioni in borsa

La strada sicura che ci permette di contrastare gli effetti dell’ inflazione e fare molto meglio, è l’ investimento in azioni.

Sono i dati che parlano, il mercato azionario sale sempre sul lungo periodo.

Tipo d’ investimentoRitorno stimatoInflazione stimataRitorno netto
Titoli di stato2%2%0%
Obbligazioni3%2%1%
Azioni mondiali (media)7%2%5%
Azioni USA (media mercato)7,5%2%5,5%
Azioni USA (selezione)12-15%2%10-13%
Azioni USA (investitori top)20-40%2%18-38%
Stima dei ritorni degli investimenti

Ho omesso i costi e le tasse perché hanno un’ incidenza molto variabile, questo dipende da te.

L’impatto può essere minimo o enorme, in base al tipo di strumento che scegli, alla tassazione specifica e alle movimentazioni che fai.

In particolare per i tipi d’investimento che hanno un rendimento molto basso o medio, con costi molto alti questo si può addirittura azzerare o anche andare in perdita.

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Ma non solo, anche se avete un ritorno del 12%, costi e tasse possono azzerarlo, perché si cumulano sul lungo periodo e l’interesse composto è negativo, lavora contro di voi.

Guardando la tabella potete scartare subito i titoli di stato e le obbligazioni come investimento principale, dovete iniziare a vedere alle azioni mondiali e USA, ed è qua che dovete investire.

Sotto forma di fondi comuni passivi indicizzati ed ETF sempre a gestione passiva.

Così facendo diversificate e pagate poco.

Le altre 2 opzioni sono adatte per chi è capace di selezionarsi le azioni per contro proprio, il che non è facile, ma se volete approfondimenti arriverà la sezione specifica.

Rendimenti top

Con una minima selezione delle azioni puoi sicuramente fare meglio della media del mercato, con una selezione più accurata molto meglio, anche del 20-40%.

Non tutti sono Warren Buffett ma con un certo impegno puoi riuscire a superare e anche bene il ritorno medio del mercato, che è già ottimo.

Warren Buffett
Warren Buffett

Ovviamente non è facile, pochi ci riescono, ma non è impossibile.

Col totale del mercato azionario (mi riferisco sempre a quello USA) hai una rendita media tra il 7 e il 10% annuo, quindi ben oltre il minimo che abbiamo visto nelle due tabelle sopra, ed è questo che interessa a te come investitore.

Semplice, che capisci, facile da mettere in atto perché non devi fare niente e hai un ritorno assicurato.

Se eviti di fare trading ti risparmi tasse e costi di intermediazione, ed evita anche strumenti complessi di cui è difficile capire come funzionano.

Facendo ciò ti sei assicurato il 7-10 % di ritorno medio, ed è decisamente un bel ritorno.

Devi avere un punto di riferimento

Tutto questo per dirti che quando decidi di fare un investimento, devi avere qualche parametro con cui confrontarlo.

Inflazione è dover vivere pagando i prezzi dell’anno prossimo con lo stipendio dell’anno scorso.

Anonimo

Non puoi investire in qualcosa che non sai quanto rende, o perché magari te l’ha detto il tuo amico, fai parlare i numeri e non ti sbaglierai mai.

La prima cosa da fare in assoluto è confrontare il possibile rendimento con il tasso d’inflazione, insieme a questo aggiungici anche le tasse e le varie spese che piccole o grandi ci saranno e avrai un quadro della situazione.

Se riesci ad andare in pari è già una bella cosa, vuol dire che i tuoi 1.000 € varranno lo stesso anche fra un anno o fra 10, poi è auspicabile che ci guadagni anche sopra.

Se tieni i soldi in banca ti ritroverai sempre con meno valore man mano che il tempo passa, quindi sicuramente devi investire. Non ha senso accumulare capitale e lasciarlo li a marcire giorno per giorno, almeno devi cercare di preservarne il valore.

Non sto demonizzando i titoli di stato e le obbligazioni in generale, per bilanciare un portafoglio, in particolare per le persone più grandi, sono utili, magari averne solo in una piccola percentuale.

Ma non possono di certo essere il tuo investimento principale.

Quindi ora sai che l’inflazione non fa tanto bene al tuo portafoglio e sai quali investimenti fanno per te, non ti resta che agire.

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