Speculazione finanziaria

Speculazione finanziaria: che cos’è e come si differenzia dall’ investimento

Ti stai avvicinando agli investimenti o magari già sei un’ investitore? Oppure sei semplicemente curioso, senti sempre la parola speculazione finanziaria ma qualcosa ti sfugge?

Ok, è il momento di vederci chiaro e capire la differenza tra speculazione e investimento, in borsa ma anche nella vita reale, che può sembrare sottile ma in realtà è molto profonda.

Cosa significa nei dettagli, facciamo degli esempi, come funziona nella realtà e che tipo di investitore dovremmo essere.

Imparerai anche chi fa speculazione economica, il significato e la definizione di questa parola con qualche esempio, in particolare in borsa e come può essere anche al ribasso, non solo al rialzo.

Vedremo anche che non è un male assoluto, ma anzi la puoi sfruttare a tuo vantaggio.

Significato e definizione

Investimento

investimenti
Investimenti

Parto dall’investimento, possiamo definire l’investimento come lo stanziamento di un capitale da parte di un soggetto economico, individuo o di altro tipo, allo scopo di acquisire beni materiali o immateriali per generare nuove risorse e capitali.

Per quello che interessa a noi, riguarda i mercati finanziari, per investimento intendiamo acquisire un’azienda in borsa sana e di buone prospettive con lo scopo di detenerla per lungo tempo per farla apprezzare di valore date le sue buone potenzialità.

Investiamo (spero che sia così anche per te), presupponendo che nel tempo l’attività si apprezzi perché aumenta gradualmente il suo valore intrinseco.

Sono le attività reali che portano benessere e ricchezza alla società. Se consideriamo la totalità dei mercati finanziari dalla loro nascita, vediamo come nel tempo si sono gradualmente apprezzati.

Hanno aumentato il loro valore perché sono il riflesso dell’andamento dell’economia reale.

In mezzo ci sono società ottime, altre che sono fallite, mediocri, sottoquotate, sovraquotate, aziende reali, altre meno, la somma di tutto rispecchia indicativamente l’andamento dell’economia sottostante.

Che cos’è la speculazione finanziaria, significato

speculazione
Speculazione finanziaria

La speculazione è il contrario.

Possiamo definire la speculazione come la pratica di effettuare operazioni rischiose a breve termine nel tentativo di ottenere un guadagno dalle fluttuazioni del mercato basate sulla convinzione che i prezzi varieranno in maniera disgiunta dal valore intrinseco sottostante.

Chi specula pensa ad esempio che il prezzo di un titolo azionario in borsa debba continuare a salire o a scendere a prescindere dalla salute della società sottostante, per i motivi più disparati.

Lui non sta comprando una società reale, le azioni le considera solo pezzi di carta ( oggi non ci sono più neanche quelli) da scambiare in maniera veloce (trading) sfruttando le normali fluttuazioni dei mercati finanziari che seguono la legge della domanda e dell’offerta.

Se tanti comprano un titolo azionario, il prezzo salirà in maniera abnorme proprio per la legge della domanda e dell’offerta, indifferentemente dal valore reale, e questo può accadere per i motivi più disparati.

L’ investitore si basa su dati reali e ragionevoli, lo speculatore cerca di prevedere il futuro.

Il mercato azionario è un gioco a somma zero

Come investitore devi capire che i mercati finanziari sono un gioco a somma zero.

Nel breve periodo i rendimenti degli investimenti sono tenuamente legati ai rendimenti speculativi, ma alla lunga tenderanno a coincidere.

Tu come investitore di un titolo, sul lungo periodo guadagnerai quello che l’azienda ha guadagnato in quel lasso di tempo.

Il prezzo è quello che paghi. Il valore è quello che ottieni.

Warren Buffett

Nel breve periodo quando le azioni sovraperformano o sottoperformano l’andamento reale dell’azienda sottostante, l’investitore ne ricaverà grandi benefici o grandi perdite, ma nel tempo si devono allineare con l’azienda.

Se agisci però trascinato da queste fluttuazioni costanti del mercato, aumenti soltanto il rischio in maniera esponenziale, perché il futuro non lo puoi prevedere.

Sai solo che sul lungo periodo il valore reale di un’azienda si rispecchierà nel prezzo.

Ecco perché devi investire pensando al lungo periodo e lasciar perdere cosa fa il titolo oggi, domani, fra 3 mesi o 1 anno.

Oggi però si fa troppa speculazione finanziaria e poco investimento.

Se solo pensi a questo è facile dedurre che chi specula perde, considera solo commissioni e tasse spropositate che si pagano, l’investitore sarà sempre un vincente, e non c’è modo di aggirare ciò.

Bolle speculative e crisi

Bolla speculativa
Bolla speculativa

Quando la maggior parte degli operatori agisce su un titolo seguendo principi di un sano investimento, il suo prezzo si muove seguendo l’andamento dell’azienda e con una bassa volatilità, le oscillazioni repentine del valore sono rare.

Ma quando il mercato è guidato per la maggior parte da speculatori; aspettative, speranze, avidità, paura, ottimismo o pessimismo la fanno da padroni, ed ecco che abbiamo titoli con alta volatilità.

Leggi anche:  Investire è semplice. 6 cose da sapere per non bruciare soldi

Questa alta volatilità è alla base delle bolle speculative dove i prezzi si gonfiano all’eccesso e delle relative cicliche crisi dove i prezzi crollano repentinamente, a volte anche molto al di sotto del reale valore intrinseco di un’azienda.

E non parlo dei piccoli investitori, sto parlando dei grandi operatori che agiscono in questo modo a cui spesso si accodano anche i piccoli investitori.

La cosa positiva per te è che queste oscillazioni sul lungo periodo non contano nulla.

In media i mercati hanno dato un rendimento di circa il 10 % annuo (tra dividendi e apprezzamento del valore in borsa), al lordo di tasse e commissioni, e la media del P/E ( rapporto Prezzo/Utili o Price-Earnings ) del mercato è stata sempre 16.

Il P/E ci da un’indicazione veloce, seppur molto parziale, di quanto una società è valutata dal mercato, dicendoci quando un investitore deve pagare in rapporto agli utili, un P/E di 20 indica che per ogni euro di utile annuale l’investitore ne deve versare 20, quindi per rientrare del suo investimento ci vogliono 20 anni.

Ogni investitore ha pagato sempre 16 euro per ogni euro di utile in media, quindi crisi o bolle speculative sul lungo periodo non hanno avuto nessun impatto, l’unica cosa importante è stato l’andamento reale delle aziende.

Un gioco da perdenti

Crisi finanziaria
Crisi finanziaria

Hai capito che speculare è un gioco da perdenti.

Chi investe si basa su fatti reali, previsioni ragionevoli: se un’azienda ha un ritorno del 15% per 10 anni ci possiamo aspettare che questo trend prosegua anche nel futuro prossimo.

Ci sono persone, strutture, asset societari, spese e guadagni, tutte cose reali, su questi aspetti si dovrebbe decidere se vale la pena mettere dei soldi o no.

Chi specula si basa sul nulla, su qualcosa che non esiste realmente, su numeri aleatori, aspettative non fondate, euforia, depressione, scommesse come può esserlo una scommessa al casinò.

Se speculi stai giocando d’azzardo, dopotutto sono i tuoi soldi, pensi ne valga la pena?

Nonostante le chiare evidenze ci dicono che chi investe vince su chi specula, quest’ultima la fa da padrona.

Ma non da ora che ci sono strumenti derivati (derivati perché il loro valore deriva da altri strumenti finanziari) come futures e opzioni, i più importanti sono questi due, ma da sempre.

In realtà di strumenti derivati ce ne sono tanti altri e alcuni anche non trattati in borsa, più pericolosi ancora perché non monitorati.

Se compri un titolo azionario perché è salito da 3 mesi e credi che continui a salire senza nessuna analisi fondata che ciò possa accadere, stai speculando, è una scommessa che fai, ti può andare bene ma hai un’alta probabilità che ti vada male.

Forse è anche peggio di una scommessa, perché in questo caso non conosciamo neanche le probabilità.

Il mercato si deve riallineare prima o poi

Lunedi nero 19 ottobre 1987
Il più grande crollo della storia, il Lunedi nero del 19 ottobre 1987

Quando il processo speculativo porta i titoli a discostarsi di molto dal reale valore intrinseco delle aziende sottostanti, prima o poi arriva la mannaia che riporta tutto alla realtà, ma non sappiamo quando ciò accadrà e neanche ne abbiamo avvisaglie.

Costruire valore aziendale richiede un lavoro duro e impegnativo nel tempo, nel mondo competitivo dove viviamo.

Tuttavia le bolle speculative galoppano, non seguono l’azienda sottostante.

Quando i prezzi delle azioni perdono il contatto col reale valore intrinseco dell’azienda alla base e iniziano a salire, tanti operatori vogliono anticipare ancora di più questi rialzi e si crea un circolo vizioso che le spinge in alto oltre ogni logica di buon senso.

Questo succede in maniera molto semplice.

Un titolo inizia a crescere e lo speculatore assume che dovrà crescere ancora di più, senza alcuna base logica, moltiplicate questo per tanti operatori, grandi e piccoli, e la bolla speculativa è servita.

Solo che l’inevitabile prima o poi arriverà, ci sarà un riallineamento del valore borsistico a quello reale.

Arriva un giorno come il Lunedi nero del 1987 dove il Dow Jones perde il 22,61% (record di perdita storico) e il mondo reale prende il volante in mano, circa 1 trilione di dollari viene polverizzato in un solo giorno e tutti restano scioccati.

Una perdita di tale portata non era mai accaduta in un solo giorno, ma di crisi ce ne sono state tante e ancora tante altre ce ne saranno. Quindi speculare non solo fa perdere soldi, ma non si può neanche prevedere come andrà a finire.

Eppure consulenti, manager e operatori ancora si ostinano a voler prevedere i mercati finanziari.

Chi investe sul lungo periodo non ha nulla da temere

Benjamin Graham
Benjamin Graham

Le oscillazioni dei mercati sul breve periodo dovute alla speculazione non intaccano assolutamente l’investitore che pensa al lungo periodo.

Per quanto ci siano state tante crisi simili al Lunedi nero del 1987, in realtà i rendimenti delle azioni di chi guarda ad un orizzonte temporale più lungo non sono mai stati intaccati.

Ciò perché le imprese impiegano il capitale in modo efficiente, reagiscono e spesso anticipano i cambiamenti nell’ economia produttiva, non attendono che le crisi le travolga.

Ci sono oscillazioni cicliche anche nell’ economia reale, è vero, ma le imprese hanno dimostrato una notevole resilienza.

Leggi anche:  Prossime IPO 2022 (calendario) e analisi dei risultati passati

Si sanno adattare ai cambiamenti, riescono a far crescere gli utili nel tempo e a pagare i dividendi, al pari dell’ andamento dell’ economia reale.

Nonostante tutta la speculazione che c’è dei mercati finanziari non possiamo farne a meno.

Senza di loro non potremmo entrare in determinati business così facilmente come facciamo e non potremmo allocare il capitale che dedichiamo ai risparmi in maniera così efficiente e rapida.

L’ obiezione del market timing

Market timing
Market timing

Uno degli argomenti che fanno un po’ sorridere, portato da chi specula, o magari potrebbe esserti sorto anche in te, è il market timing, cioè entrare e uscire dal mercato con tempismo al momento giusto.

Semplicemente il market timing non c’è, non esiste, è come la spada di Re Artù, tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai trovata.

Noi possiamo entrare e uscire dal mercato quando vogliamo, ma su quali logiche lo decidiamo, in base a che cosa?

Chi ci dice che un titolo in bolla non possa crescere ancora per un altro anno o possa crollare domattina e non facciamo neanche in tempo ad accendere il pc che abbiamo perso il 30%?

I mercati non si possono prevedere nel bene e nel male, non sappiamo cosa può accadere fra un secondo o fra 1 mese, sappiamo solo che se l’economia va bene i mercati la seguiranno sul lungo periodo, altro non conosciamo.

Tutte le crisi che ci sono state non sono mai state predette, come i lunghi periodi di rialzo.

Poi è chiaro che ci sta l’espertone di turno che grida tutti i giorni al lupo al lupo e qualche volta ci azzecca, ma è probabilità, statistica, non vera previsione.

Se dico che piove ogni giorno prima o poi piove.

Pensaci, quanto sarebbe estremamente difficile anche prendere soltanto una singola decisione giusta. Il momento migliore per comprare un titolo, e poi dovremmo sapere quando è il momento migliore per vendere.

E questo dovrebbe essere replicato per l’intero paniere di titoli in un portafoglio diverse volte.

Impossibile, non credi?

Se ciò sarebbe fattibile ci sarebbe qualche persona che ingloberebbe la quasi totalità della ricchezza del mondo.

Sfruttare gli speculatori

Guadagno
Guadagno

Non tutti i mali vengono per nuocere, puoi sfruttare la speculazione a tuo vantaggio.

Se siamo investitori autonomi che ci selezioniamo i titoli per conto nostro possiamo sfruttare questa eccessiva volatilità dei mercati da loro creata.

In particolare se abbiamo un titolo che dobbiamo vendere e che è cresciuto nel tempo, probabilmente quando lo faremo avrà un prezzo di molto superiore al suo reale valore intrinseco.

Questo perché i movimenti speculativi tendono ad estremizzare i prezzi, al rialzo maggiormente, ma anche al ribasso, consentendoci di comprare a sconto.

In realtà a noi (investitori) non ci interessa molto della speculazione e di cosa fanno chi segue questo approccio, semplicemente perché sappiamo come i prezzi sul breve-medio non seguono nessuna logica, quindi neanche ci interessano.

Ma come detto nel momento dell’ acquisto possiamo comprare molte volte a sconto, e nel momento della vendita possiamo vendere molte volte a prezzi gonfiati ( capita più spesso il secondo caso, vendere ad un prezzo maggiore del reale valore intrinseco).

Come funziona in concreto la speculazione?

Vediamo un paio di esempi di speculazione reali, tanto per renderti le idee chiare, perché magari stai speculando pensando di investire.

Esempio di speculazione al rialzo in borsa

Ok, vuoi investire, e hai visto che ci sono alcuni titoli che vanno per la maggiore, chiamiamoli caldi. Leggi un po’ di news, parli con qualche conoscente e la tua attenzione cade sulle azioni Tesla.

Vai su internet e vedi che nell’ ultimo anno sono salite del 84% e negli ultimi 5 anni del 1.797 %.

La prima cosa che pensi è “se solo lo avessi saputo prima” e la seconda ” ora le compro, voglio anche io una fetta di questa torta gigante, non voglio perdere ancora questa opportunità”.

Sono titoli di moda, forse qualcuno che conosci già ce l’ha e comunque ne senti sempre parlare, batte sempre nuovi record positivi, e decidi di comprarle anche tu.

Secondo te stai speculando o investendo?

Azioni Tesla al 27/09/2021
Azioni Tesla al 27/09/2021

Guarda il numero cerchiato, questo titolo ha un rapporto P/E di 404,93.

Folle, non c’è nient’altro da aggiungere.

Alle attuali capacità di generare utili dell’azienda impiegheresti 404 anni a ripagarti il tuo investimento. In questo caso non c’è bisogno di andare a spulciare nel bilancio, di vedere altri indicatori, si tratta di pura e semplice speculazione.

Se compri questo titolo lo fai a tuo rischio e pericolo, stai comprando aria fritta, il nulla, e domani potrebbe andare anche peggio, si trova chiaramente in bolla, e non sappiamo quando questa bolla terminerà.

Utili Tesla annuali
Utili Tesla annuali

Potrebbe durare ancora anni, terminare in modo rovinoso fra qualche giorno, o prendere una parabola gradualmente discendente allineandosi al suo reale valore di mercato in modo rapido ma senza grandi crolli, non possiamo saperlo.

La società è da appena qualche anno che ha qualche ritorno, e neanche tanto buono.

Opera in un mercato altamente competitivo dove ci sono tanti colossi che stanno recuperando terreno nelle auto elettriche, e nel futuro la situazione facilmente potrebbe farsi dura per Tesla.

Leggi anche:  Troppi costi nella finanza?

Non serve molto altro, quel P/E ci sta dando una chiara indicazione di cosa si tratta.

Abbiamo detto che la media del P/E è 16, può essere 10, 20, 30 o anche di più in alcuni casi, ma questo è chiaramente un titolo speculativo.

Se compri in questo caso speri che il titolo salga ancora come stanno facendo tutti quelli che ci investono, contribuendo a spingerlo ancora più in alto.

Se compri un titolo come la Coca Cola ad esempio, con un P/E abbastanza “normale”, con uno storico di anni e anni di utili e stabilità alle spalle, di certo la situazione è un po’ diversa.

Azioni Coca Cola al 27/09/2021
Azioni Coca Cola al 27/09/2021

Attenzione, non sto dicendo che comprare azioni Coca Cola sia un buon investimento, bisognerebbe analizzare il titolo, anzi, probabilmente non lo comprerei per quelli che sono i miei scopi.

Ma di certo non è un titolo speculativo, ha conti in regola, c’è da decenni, è una società solida e a occhio tutti i parametri ci dicono che si tratta di un buon titolo.

Può andare male lo stesso, ma è una evenienza rara e se cadiamo con un titolo del genere cadiamo in piedi, nel giro di poco tempo dovrebbe tornare al suo trend passato.

Se cade un’azienda come Tesla il tonfo sarà rovinoso.

Speculazione al ribasso

La speculazione come detto può essere anche al ribasso, non solo al rialzo.

Se un’ azienda ad esempio è sana e tutti iniziano a vendere le sue azioni senza una motivazione fondata, si sta speculando al ribasso.

Tutti vendono e altri si accodano, creando un circolo che si autoalimenta al ribasso facendo sprofondare il titolo sempre più giù, ed è sempre speculazione.

Se ho comprato un titolo e l’ azienda è solida, non mi interessa cosa fanno gli altri, se il prezzo crolla perché tutti vendono, dovrei sfruttare questo per comprare ancora più azioni a buon prezzo se ne ho la possibilità.

Esempio di speculazione economica nella vita reale

speculazione edilizia
Speculazione edilizia

La speculazione economica non c’è solo in borsa, anche nella vita quotidiana funziona allo stesso modo.

Ipotizziamo che hai del denaro da investire, hai sentito delle voci da un tuo amico che una zona limitrofa alla città diverrà edificabile, e come ti sono arrivate a te queste voci giungono anche ad altri.

Decidi che non vuoi perderti questa opportunità, anche se in realtà il valore del terreno che hai adocchiato non vale quasi nulla ora.

Nonostante tutto confidi nel futuro e sei disposto a pagare un prezzo spropositato e procedi con l’acquisto, il terreno vale 30.000 euro ma tu lo paghi 300.000.

Che cosa stai facendo in questo caso?

Stai speculando, nulla di più.

Stai cercando di prevedere il futuro sperando che quello che pensi si avveri.

Ma adesso non hai nulla di concreto in mano, non sai se la città si espanderà, se il comune renderà effettivamente edificabile quella zona, magari cambia l’amministrazione e il nuovo sindaco ha altre idee.

Stai mettendo i tuoi soldi, per di più pagando uno sproposito, su delle voci, su dei forse, e pensa se questa voce gira, magari ti arriva qualcuno che ti offre 350.000 €, ed ecco creata la bolla speculativa.

Se invece sai della vendita di una salumeria al costo di 200.000 €, ti informi, vedi i conteggi che ha un ritorno annuale di circa 20.000 euro, controlli che tutto sia in ordine, e decidi di investirci, è molto diversa la situazione.

Con la salumeria stai investendo, acquisti un’attività reale che già oggi c’è, hai i conteggi degli anni passati che testimoniano l’utile medio di 20.000 €, quindi un ritorno del 10% annuo, che probabilmente continuerà anche in futuro.

La speculazione è reato ?

Economia di mercato
Economia di mercato

No, non è un reato speculare.

Se lo fai è a tuo rischio e pericolo, nessuno può impedirti di pagare 10 o 100 una cosa che vale 1.

Ti può andare bene qualche volta, ma generalmente ti andrà male, è matematica, sono numeri. Nessuno può impedirti di fare quello che vuoi con i tuoi soldi, ma devi essere ben conscio delle conseguenze a cui vai incontro.

In un certo senso fa parte del gioco dell’ economia capitalista, ci sarà sempre chi è disposto a pagare un prezzo che non rispecchia la realtà.

Si tratta della legge della domanda e dell’offerta, la nostra economia di mercato è basata su di essa.

Nei mercati finanziari ci sono 2 problemi ulteriori che estremizzano il tutto, interconnessi tra di loro.

  • Ce ne sono troppi di speculatori, piccoli investitori e grandi operatori.

  • Le aziende vengono considerate come qualcosa di lontano, si pensa solo ai numeri, come se non fossero qualcosa di concreto e reale.

Insieme queste 2 cose si autoalimentano.

Io sono ben contento se vuoi darmi 20.000 € per la mia macchina che ne vale 10, sta a te pagare il giusto prezzo.

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *